Nocciolo Service – L’impianto di un nuovo noccioleto

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Nocciolo Service ci spiega che prima di realizzare un nuovo impianto occorre innanzitutto capire se l’areale e il terreno che abbiamo individuato sono adatti alla coltivazione del nocciolo.

Bisogna quindi:

  • effettuare una analisi chimico-fisica del terreno, delle temperature, della piovosità, della intensità e direzione del vento e dell’umidità dell’aria,
  • progettare il noccioleto, scegliere la varietà principale di nocciolo da impiantare, degli impollinatori e del loro corretto posizionamento, del sesto d’impianto e della forma di allevamento e dell’eventuale impianto di irrigazione,
  • avvalersi di un servizio di assistenza tecnica per la realizzazione del nuovo impianto e per la gestione del noccioleto nel post impianto.

L’impianto di un nuovo noccioleto è un’operazione alla quale va prestata particolare attenzione in quanto, in questa fase, si compiono scelte che potrebbero condizionare inevitabilmente l’intero ciclo produttivo ed economico del futuro noccioleto. La scarsa produzione di alcuni noccioleti è diretta conseguenza di lavori d’impianto mal eseguiti o realizzati in modo approssimativo, senza un’adeguata conoscenza e preparazione tecnica. Il nocciolo preferisce terreni tendenzialmente sciolti, con pH preferibilmente neutro (da 6,8 a 7,2), ma si sviluppa bene anche nei terreni acidi e alcalini (fino a pH 8). Il nocciolo soffre particolarmente i terreni troppo compatti e i ristagni d’acqua che possono provocano asfissia e marciumi radicali. Talvolta risulta quindi necessario nel terreno scelto per il nuovo impianto, effettuare opere di drenaggio.

Propagazione e scelta materiale vivaistico

Attualmente, in Piemonte il sistema più diffuso di propagazione del nocciolo da parte dei vivaisti è quello dell’utilizzo di polloni provenienti da ceppaie certificate, chiamate piante madri. I polloni prodotti verranno successivamente selezionati e messi a radicare nel vivaio. Dopo uno o due anni di vivaio, il piantino di nocciolo è pronto per essere messo a dimora in pieno campo. I polloni utilizzati nel vivaio devono provenire da piante madri certificate in modo da preservare le caratteristiche della varietà e garantire le condizioni fitosanitarie del materiale.

Per realizzare un nuovo impianto di nocciolo, con buone garanzie di attecchimento, è necessario scegliere piante sane, uniformi, dotate di un buon apparato radicale, esenti da attacchi parassitari e garantite dal punto di vista varietale. Per il reperimento delle piantine è bene quindi rivolgersi a vivai “accreditati” ai sensi delle leggi vigenti, che possano fornire materiale certificato e garantito.

La preparazione del terreno

Per realizzare un nuovo impianto noccioleto, il terreno, mediante una lavorazione profonda, va preparato preferibilmente in piena estate (luglio – agosto), quando è asciutto. A seconda delle caratteristiche del terreno, dove possibile, lo scasso profondo, tramite aratura o ripuntatura (rippatura), deve raggiungere i 60 – 100 cm di profondità. Effettuate le lavorazioni profonde, si procede alle lavorazioni superficiali del terreno con erpici a dischi o rototerra, per rendere fine il terreno. Così preparato il terreno è pronto per la messa a dimora manuale o a macchina delle piante di nocciolo.

Messa a dimora delle piantine

Dopo aver terminato la preparazione del terreno, si procede alla tracciatura dell’impianto in relazione al sesto scelto (distanza delle piante fra le file e distanza sulla fila). La messa a dimora delle piantine di nocciolo va fatta preferibilmente in autunno nei mesi di novembre e dicembre. In caso si possa irrigare, gli impianti possono essere fatti anche in primavera. Effettuata la tracciatura, si preparano le buche fatte a mano o con mini escavatori, con una larghezza di circa 40 cm e una profondità di 35-40 cm, evitando se possibile l’utilizzo di trivelle.

L’impianto del noccioleto, dove possibile, può essere effettuato anche a macchina con apposite trapiantatrici provviste di sistema GPS per la tracciatura, riducendo così tempi e costi. Al fine di migliorare l’impollinazione e quindi la futura capacità produttiva del noccioleto, dove necessario, occorre inserire impollinatori, nella misura del 8 %-10% (fino al 20% dove risulta totalmente assente).

Sesti d’impianto e forme di allevamento

Per il nocciolo, come per tutte le altre specie frutticole, non è possibile adottare una distanza di impianto fissa, standardizzata. Un errore però nella scelta del sesto d’impianto e della forma di allevamento potrebbe condizionare sensibilmente l’intero ciclo vegetativo e produttivo della pianta.

La scelta del sesto d’impianto è legata a molti fattori:

• la fertilità del suolo,

• la forma di allevamento scelta,

• la possibilità di effettuare irrigazioni,

• la necessità d’impiego di macchinari, come per esempio le semoventi per la raccolta meccanizzata delle nocciole.

Oggi, complice la meccanizzazione di molte pratiche colturali, a d esempio la potatura e la raccolta meccanica, si sono notevolmente modificate le distanze delle piante sia tra le file, sia sulla fila. I sesti di impianto più utilizzati sono 6,0 x 4,0 – 5,5 x 4,0 – 5,0 x 4,00, per arrivare negli impianti più fitti al 5,0 x 3,5- 5,0 x 3,0.

E’ bene ricordare che, con forme di allevamento più “libere” come il vaso cespuglio, è necessario, nella scelta del sesto, valutare la necessità da parte delle piante di maggiore illuminazione e arieggiamento. Anche se ancora poco sviluppati in Piemonte, un cenno va fatto in merito agli “impianti fitti” dove il numero delle piante è molto elevato e l’entrata in produzione risulta sensibilmente più anticipata.

NOCCIOLO SERVICE fornisce assistenza tecnica all’impianto, piante di nocciolo certificate e realizzazione nuovi impianti di nocciolo con la formula “Chiavi in mano“. 

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