Nocciole, a Cherasco il summit sulla qualità

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Il nocciolo ritorna protagonista a Cherasco (CN), con l’ormai tradizionale convegno promosso da Confagricoltura Cuneo, Ascopiemonte e Asprocor nel cuore della corilicoltura italiana. Appuntamento sabato 5 maggio alle 9,45 nel PalaExpo di Cherasco: al centro del dibattito “La qualità nella trasformazione della nocciola”.

OBIETTIVO QUALITA’

«La qualità di un prodotto alimentare è la capacità di soddisfare i bisogni del consumatore – osservano gli organizzatori -, questo è ancora più vero quando si parla di nocciole. La maggior parte di quelle prodotte in Italia è destinata all’industria dolciaria: piccoli laboratori, medie e grandi industrie lavorano e trasformano le nocciole in un’articolata serie di prodotti, alcuni tra i più famosi del mondo, basti pensare alla Nutella».

REQUISITI MERCEOLOGICI

Ma le nocciole, per essere impiegate nell’industria dolciaria, debbono possedere requisiti merceologici ben precisi e differenti a seconda del tipo di lavorazione alle quali saranno sottoposte (nocciole tostate, granella, farina, pasta ecc.). Occorre che la forma del gariglio sia possibilmente sferoidale, con calibro 11-13 e 13-15, le caratteristiche preferite dall’industria dolciaria. La resa alla sgusciatura, la percentuale di pelabilità della nocciola dopo la tostatura, la percentuale di difettosità da cimiciato e avariato sono i parametri che definiscono la qualità della nocciola.

ANNATA DIFFICILE

La cimice asiatica nella scorsa campagna di produzione ha causato danni ingenti sul nocciolo, soprattutto nelle aree dei Roeri, Albese, bassa Langa, Carrù, Cherasco, Bene Vagienna, dove, per alcune partite, il danno ha superato il 50%. Solo le zone di Alta Langa sono state risparmiate. Il danno da cimice compromette la resa allo sgusciato delle nocciole, presentandosi sulla nocciola sgusciata sia come danno visibile, sia come danno occulto cioè al taglio, rilevabile con apposita taglierina.

MONITORAGGIO CONDIVISO

«Complici i danni prodotti dal gelo, dalla siccità e non per ultima dalla cimice asiatica – osserva Gianluca Griseri, responsabile tecnico dell’Ascopiemonte -, questa ultima annata è stata particolarmente difficile. Non solo si è ridotta la quantità della produzione, ma, per alcune partite, è risultata compromessa soprattutto la qualità. Occorre una strategia di monitoraggio e intervento efficace, condivisa da tutti gli operatori».

OPERAZIONI DETERMINANTI

«Di certo – continua Griseri -, una nocciola di qualità non si ottiene solo effettuando più trattamenti: corretta concimazione, potatura, pulitura, essicazione e stoccaggio sono operazioni determinanti per ottenere una produzione di qualità con un’alta resa alla sgusciatura». In Piemonte, sono ormai oltre 21 mila gli ettari di terreno coltivati a nocciole, con circa 9 mila aziende interessate. Un fenomeno in continua espansione.

INCONTRO E CONFRONTO

«Il convegno vuole essere un momento di incontro e di confronto tra i diversi protagonisti della filiera corilicola – spiega il direttore di Confagricoltura Cuneo, Roberto Abellonio -, con particolare interesse al tema della qualità nella trasformazione della nocciola. La maggior parte delle nocciole prodotte in Piemonte sono destinate alla trasformazione: dal piccolo laboratorio fino alla grande industria. Occorre quindi produrre una nocciola di qualità che corrisponda ai parametri qualitativi richiesti dall’industria. A completamento del convegno, si parlerà anche di cimice asiatica, caratteristiche e valori nutrizionali della nocciola».

Fonte: L’imprenditore agricolo. Aprile 2018

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