Tecniche Colturali
Vivaismo, Irrigazione, Meccanica, Lavorazione-Post Raccolta
Irrigazione del nocciolo nel Viterbese: sistemi irrigui localizzati per una ottimizzazione d'uso dell'acqua.
Il nocciolo è tradizionalmente considerato una coltura asciutta tuttavia esistono evidenze scientifiche che condizioni prolungate di siccità, come quelle che si verificano nelle aree a scarsa disponibilità idrica, ne influenzano negativamente lo sviluppo vegetativo e la produzione.
Convegno "Filiera del nocciolo: aspetti agronomici e tecnologici per il miglioramento delle produzioni piemontesi" Alba (CN) 8-4-2011
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Indagine sperimentale su alcuni cantieri di raccolta delle nocciole in provincia di Cuneo
In questo lavoro, si sono analizzate alcune tipologie di macchine raccoglitrici di nocciole e sono state effettuate, nel biennio 2006 - 2007, delle prove di raccolta. L’indagine sperimentale è stata realizzata in sette cantieri di quattro diverse aziende in alcuni comuni della zona delle Langhe in provincia di Cuneo. Le prove di raccolta sono state condotte utilizzando il metodo C.I.O.S.T.A che consente di determinare le capacità reali di lavoro a partire dalla rilevazione dei tempi effettivamente richiesti.
Le relazioni del convegno di Caprarola (VT)
Organizzato il 23-2-2011 dal Centro Studi e Ricerche sul Nocciolo e Castagno della Camera di Commercio di Viterbo-CeFAS in collaborazione con l'Università della Tuscia ed il Consorzio CReSO
Prospettive della corilicoltura di qualità nell'Alessandrino.
Notevole partecipazione di agricoltori e tecnici al convegno organizzato da Unione Agricoltori ed Ascopiemonte O.P. il 28 gennaio 2011 ad Alessandria, a testimonianza del grande interesse che la coltura del nocciolo riveste in questo momento anche in zone non tradizionalmente vocate
La qualità della produzione: il punto di vista di un'industria dolciaria.
Una corilicoltura da reddito richiede produzioni di qualità.
Fattori di qualità della nocciola
La qualità delle nocciole ha origine in campo, nel noccioleto, e può perfezionarsi o deteriorarsi nelle fasi post-raccolta, di essiccamento, conservazione, sgusciatura e tostatura. In specifico, la qualità prende avvio nei noccioleti ubicati in aree vocate, nei quali vengono condotte razionali ed adeguate cure colturali, quali potature, spollonature, concimazioni, irrigazioni, controllo delle erbe infestanti, difesa fitosanitaria, tali da consentire alle piante di esprimersi al meglio e di fornire la giusta quantità di prodotto con la migliore qualità. Anche l'aspetto varietale unitamente alla scelta delle aree più vocate per clima e terreno concorrono fortemente all’ottenimento di produzioni qualificate. Tutti questi aspetti sono attentamente valutati nel presente lavoro, nel quale in particolare vengono studiate le variazioni della composizione chimica delle nocciole durante il loro sviluppo e gli effetti della irrigazione sulla loro crescita e maturazione, inoltre vengono indagate le caratteristiche fisico-chimiche di diverse cultivar italiane di particolare interesse.
Indagine comparativa sullo sviluppo di giovani noccioli della cv. "Tonda Gentile delle Langhe" in terreni calcarei e calciocarenti"
Come risponde il nocciolo nei primi anni d'impianto al contenuto in calcare del terreno? Una risposta ci giunge da un lavoro "storico" condotto in Piemonte da Italo Eynard negli anni '60 del secolo scorso.
Valutazione di cloni della nocciola "Tonda di Giffoni" (Corylus avellana L.)
Vengono riferiti i risultati di un programma di selezione clonale di "Tonda di Giffoni" realizzato nella valle dell'Irno in provincia di Salerno dal 1995 al 2008.
Le moderne tecniche di irrigazione
Benchè il nocciolo sia una coltura asciutta per eccellenza, essa è in grado di avvantaggiarsi notevolmente dell'irrigazione sia in termini di qualità che di quantità di produzione. Le moderne tecniche richiedono limitati volumi idrici rendendo possibile l'irrigazione anche laddove non vi è grande disponibilità di acqua. La conoscenza di queste metodiche è di fondamentale importanza per poter irrigare razionalmente anche il nocciolo.
La conservazione delle nocciole
I frutti di Corylus avellana, comunemente conosciuti come nocciole, possono essere conservati con o senza guscio, allo stato fresco o come prodotto essiccato. A causa del loro basso contenuto in umidità residua (dal 2 al 10 %), sono caratterizzati da un basso tasso respiratorio anche a temperatura ambiente e pertanto sono di ottima serbevolezza grazie all’adozione di adeguate pratiche e formule di conservazione.
Metodi adottati per la propagazione di selezioni di nocciolo (Corylus spp.)
L’innesto a marza, seguito dalla moltiplicazione mediante propaggine di trincea, è un sistema di propagazione relativamente veloce e con costi contenuti per ottenere piantine di nocciolo senza l’impiego di prodotti radicanti di sintesi. Nel nocciolo, affinché avvenga la formazione del callo, è necessario mantenere nel punto d’innesto una temperatura costante di 27 °C difficilmente riscontrabile in vivaio, se non con il sistema ad hot callusing ideato da Lagerstedt. Con questo metodo, sono stati propagati: incroci intervarietali di Corylus avellana selezionati per le loro migliorate caratteristiche vegetative e produttive; mutazioni spontanee di Tonda Gentile delle Langhe senza attitudine pollonifera; semenzali ottenuti da incrocio di Corylus colurna x Corylus avellana utilizzabili come portinnesti non polloniferi.
Vocazionalità ambientale nella corilicoltura biologica
L’ampiezza dell’areale di diffusione del nocciolo (Corylus avellana L.), esteso tra il 38° e 68° parallelo in Europa e parte dell’Asia, denota, grazie alla ricchezza di variabilità genetica, la notevole adattabilità della specie a climi diversi. Tutte le varietà coltivate a scopo industriale, tuttavia, trovano le migliori condizioni ambientali in climi che risentono dell’influenza positiva del mare e si trovano in Turchia, Italia, Spagna, Francia e Oregon (USA). Le cultivar esistenti, infatti, non sopravvivono agli inverni freddi con temperature inferiori a –20°C delle zone più interne o più a Nord di quelle tradizionali, mentre in quelle subtropicali non soddisfano il fabbisogno di freddo.
La corilicoltura in Italia e nel mondo
La coltura del nocciolo nel mondo si estende su una superficie di circa 496.000 ha (dati FAO, media 2000-2004) con una produzione di circa 759.000 t. I maggiori paesi produttori sono Turchia (70,5%), seguita da Italia (13,4%), USA (4,1%), Spagna (2,8%). Tra quelli emergenti si evidenziano Azerbaijan (2,2%), Georgia, Iran e Cina circa 1,5%). L’Italia, con circa 102.000 t, è il secondo produttore di nocciole nel mondo. Le superfici attuali (68.300 ha) risultano in lieve diminuzione nell’ultimo quinquennio (2,2%). Campania, Lazio, Sicilia e Piemonte concorrono a fornire oltre il 98% dell’intera produzione nazionale.
Ecosostenibilità della potatura meccanica del nocciolo e convenienza al recupero delle biomasse prodotte
I risultati ottenuti dopo 3 anni di prove hanno evidenziato per la potatura meccanica la convenienza ed i positivi riflessi di questa pratica su quantità e qualità delle produzioni. Inoltre i residui di potatura del nocciolo per l’elevata potenzialità energetica si rivelano utili per un loro utilizzo come combustibile.
Problematiche sulla propagazione del nocciolo
Nel vivaismo corilicolo la pratica maggiormente usata è stata il pollone radicato.Tecnica che presenta alcuni vantaggi quali la facilità e la rapidità propagativa, ma anche svantaggi come il rischio di propagare materiale infetto e la limitata variabilità genetica che da essa deriva. I sistemi propagativi alternativi al pollone radicato sono essenzialmente la propaggine (semplice e di trincea), la margotta di ceppaia, la talea e recentemente la micropropagazione. Gli ultimi progressi effettuati nel campo della propagazione in vitro lasciano pensare alla micropropagazione come alla tecnica che in futuro potrà consentire il miglioramento del vivaismo corilicolo.
Confronto dello sviluppo vegetativo e della produttività di piante di Tonda Gentile delle Langhe ottenute da ceppaia e con tecniche di micropropagazione
Tra i metodi di propagazione vegetativa utilizzabili per il nocciolo, la moltiplicazione in vitro riveste un certo interesse poiché consente di ottenere un elevato numero di piante in spazi e tempi limitati e soprattutto perché le piante ottenute con tale metodo possono offrire la garanzia della rispondenza varietale e clonale, nonché una maggior sicurezza fitosanitaria. Lo scopo della ricerca condotta a partire dal 2001 è stato quello di confrontare lo sviluppo vegetativo e la produttività di piante di Tonda Gentile delle Langhe ottenute da micropropagazione con quelle ottenute da ceppaia. In entrambi i metodi di propagazione sono state utilizzate piante madri del clone TO-MT5.





